Art. 1110. Rimborso di spese.

ARTICOLO 1110 CODICE CIVILE / COMUNIONE

Articolo 1110 codice civile: rimborso di spese nella comunione

L’articolo 1110 codice civile disciplina il diritto al rimborso delle spese sostenute da un partecipante per conservare un bene comune quando gli altri comproprietari o l’amministratore abbiano trascurato di intervenire. La norma stabilisce una tutela per chi anticipa costi necessari, ma il rimborso non è automatico: occorre verificare la natura delle spese, l’inerzia degli altri partecipanti e la documentazione disponibile.


01. Il testo dell’articolo 1110 del Codice Civile

Rimborso di spese.

Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell’amministratore, ha sostenuto spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso.

Il testo vigente può essere consultato nella banca dati normativa del Dipartimento delle Finanze – Articolo 1110.


02. Articolo 1110 codice civile: quando spetta il rimborso?

La norma riconosce il diritto al rimborso quando un comproprietario sostiene spese necessarie per la conservazione del bene comune a causa della trascuranza degli altri partecipanti o dell’amministratore.

Non è quindi sufficiente dimostrare di avere effettuato un pagamento. Occorre verificare che l’intervento fosse necessario per preservare il bene e che ricorresse la situazione di inerzia prevista dalla legge.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5465 del 18 febbraio 2022, ha chiarito l’importanza del preventivo coinvolgimento degli altri partecipanti e della prova della loro inerzia, oltre alla necessità dei lavori.

Il diritto al rimborso deve essere valutato alla luce delle concrete condizioni del bene, delle comunicazioni effettuate e delle attività svolte dai comproprietari.


03. Quali spese possono essere rimborsate?

L’articolo 1110 riguarda le spese necessarie per la conservazione della cosa comune, cioè quelle dirette a preservare l’integrità del bene e a impedirne il deterioramento.

Riparazioni necessarie. Possono rientrare nella disciplina gli interventi indispensabili per evitare danni al bene comune.

Interventi conservativi. La norma può riguardare opere necessarie a mantenere l’integrità di elementi strutturali o funzionali dell’immobile.

Spese non necessarie. Interventi eseguiti per semplice preferenza personale o per miglioramenti non indispensabili non danno automaticamente diritto al rimborso ai sensi dell’articolo 1110.

La distinzione deve essere compiuta considerando la finalità dell’intervento e lo stato concreto della cosa comune, non soltanto la descrizione presente nella fattura.


04. La trascuranza degli altri partecipanti o dell’amministratore

Uno dei presupposti essenziali della norma è la trascuranza degli altri comproprietari oppure del soggetto incaricato dell’amministrazione.

La semplice iniziativa individuale non consente, di per sé, di trasferire agli altri partecipanti il costo di un intervento eseguito autonomamente.

Secondo l’orientamento della Cassazione, il comproprietario che intende agire deve, di regola, avere previamente interpellato o quantomeno avvertito gli altri partecipanti, potendo poi intervenire in presenza della loro inerzia, ferma la necessità di dimostrare i presupposti del rimborso.

È quindi opportuno documentare le segnalazioni, le richieste di intervento e le risposte ricevute prima di sostenere le spese, compatibilmente con le circostanze concrete.


05. L’urgenza dei lavori è sempre necessaria?

Nella comunione ordinaria, l’articolo 1110 non richiede espressamente il requisito dell’urgenza, ma quello della necessità conservativa della spesa e della trascuranza degli altri partecipanti o dell’amministratore.

Un intervento può pertanto risultare necessario per preservare il bene anche quando non presenta le caratteristiche di un’emergenza immediata.

Questo non significa che ogni spesa utile o opportuna possa essere autonomamente anticipata e successivamente richiesta agli altri.

La necessità dell’intervento, l’inerzia altrui e le condizioni dell’iniziativa individuale devono comunque essere dimostrate, secondo quanto richiesto dalla disciplina applicabile.


06. Articolo 1110 codice civile: esempio pratico di rimborso

Tre persone sono comproprietarie di un immobile. Una parte della copertura presenta un deterioramento che rischia di compromettere la conservazione del fabbricato.

Uno dei partecipanti segnala il problema, richiede agli altri di intervenire e conserva la documentazione delle comunicazioni. Nonostante ciò, non vengono adottate iniziative adeguate.

Il comproprietario sostiene quindi una spesa di 3.000 euro per lavori effettivamente necessari alla conservazione del bene.

Se sono dimostrati tutti i presupposti dell’articolo 1110, può ottenere dagli altri partecipanti il rimborso delle quote di spesa di loro competenza, senza trasferire su di essi la quota che rimane a proprio carico.


07. Come viene ripartita la spesa tra i comproprietari?

Il rimborso deve essere coordinato con il principio generale di partecipazione agli oneri della comunione in proporzione alle rispettive quote.

Se, ad esempio, due partecipanti possiedono rispettivamente il 60% e il 40% del bene e il primo anticipa una spesa rimborsabile di 1.000 euro, la quota ordinariamente imputabile al secondo è pari a 400 euro.

Chi ha anticipato la spesa sostiene invece la parte corrispondente alla propria quota, salvo differenti disposizioni applicabili.

Per approfondire il criterio proporzionale è possibile consultare l’articolo 1101 del Codice Civile – Quote dei partecipanti.


08. Quali documenti occorrono per chiedere il rimborso?

La prova della spesa sostenuta costituisce soltanto uno degli elementi da considerare. È importante poter documentare anche le ragioni che hanno reso necessario l’intervento.

Comunicazioni preventive. Segnalazioni e richieste rivolte agli altri partecipanti o all’amministratore possono documentare l’avvenuta informazione e la successiva inerzia.

Documentazione tecnica. Fotografie, relazioni e descrizioni dello stato del bene possono aiutare a dimostrare la necessità conservativa dei lavori.

Preventivi e fatture. Questi documenti consentono di ricostruire l’oggetto dell’intervento e gli importi richiesti.

Prove di pagamento. Bonifici e ricevute permettono di verificare le somme effettivamente anticipate.

Quote di proprietà. I titoli e i documenti relativi alla comunione consentono di individuare la ripartizione degli oneri tra i partecipanti.


09. Differenza tra l’articolo 1110 e l’articolo 1104

Le due disposizioni riguardano aspetti collegati della gestione economica della comunione, ma disciplinano situazioni differenti.

L’articolo 1104 stabilisce l’obbligo generale dei partecipanti di contribuire alle spese necessarie per la conservazione e il godimento della cosa comune e a quelle regolarmente deliberate.

L’articolo 1110 disciplina invece il diritto al rimborso del partecipante che, in presenza della trascuranza altrui, abbia anticipato spese necessarie alla conservazione del bene.

Le due norme devono quindi essere lette congiuntamente, distinguendo l’obbligo contributivo generale dalla particolare iniziativa individuale finalizzata alla conservazione della proprietà comune.


10. Qual è la differenza tra comunione ordinaria e condominio?

Questa distinzione è fondamentale per evitare errori nella gestione delle spese anticipate.

Nella comunione ordinaria trova applicazione l’articolo 1110, fondato sulla necessità della spesa conservativa e sulla trascuranza degli altri partecipanti o dell’amministratore.

Nel condominio negli edifici opera invece la disciplina speciale dell’articolo 1134 del Codice Civile, che subordina il rimborso delle spese sostenute di iniziativa individuale dal condomino alla presenza del requisito dell’urgenza, salva la specifica disciplina applicabile.

La Corte di Cassazione ha ribadito tale differenza, tra l’altro, con la sentenza n. 29336 del 2023.

Per questo motivo non è corretto presumere che il semplice mancato intervento dell’amministratore condominiale attribuisca automaticamente al singolo condomino il diritto al rimborso di qualsiasi spesa sostenuta sulle parti comuni.


11. La prevenzione delle spese non autorizzate

L’articolo 1110 codice civile evidenzia l’importanza di una gestione organizzata delle attività di conservazione del patrimonio comune.

La corretta amministrazione dovrebbe prevedere una valutazione tempestiva delle segnalazioni, la programmazione degli interventi e un’adeguata comunicazione tra i partecipanti.

Segnalazione. Individuare tempestivamente i problemi permette di valutare gli interventi necessari.

Documentazione. Conservare le comunicazioni e le verifiche tecniche facilita la ricostruzione delle decisioni.

Programmazione. Pianificare le opere di conservazione aiuta a prevenire il deterioramento degli immobili e le iniziative individuali non coordinate.

Trasparenza. Una rendicontazione chiara permette di individuare gli oneri e verificare la corretta ripartizione delle spese.


Italia Amministrazioni: manutenzione, organizzazione e trasparenza

Italia Amministrazioni promuove un modello di gestione condominiale basato sulla programmazione della manutenzione, sulla documentazione degli interventi e sulla trasparenza delle spese.

L’obiettivo è favorire una gestione efficiente degli immobili, prevenire criticità amministrative e contribuire alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio comune.

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